Per svolgere il suo compito ecumenico, la chiesa ha bisogno di un buon numero di esperti in questa materia: ministri ordinati, religiosi, laici, uomini e donne. (Giovanni Paolo II)

Al nostro studente don Giuliano Savina i più sinceri e cordiali auguri per il suo nuovo incarico di Direttore dell'UNEDI, con l'auspicio che quanto imparato con entusiasmo nel suo percorso di studi lo possa sostenere nel guidare questo settore della Chiesa molto importante per i nostri giorni. Di seguito le parole con cui don Giuliano ringrazia il suo predecessore e chiede il sostegno per il suo nuovo ufficio.

"Care tutte e cari tutti,
che ci fa un parroco di Milano-dottorando dell’ISE  nell’Ufficio Nazionale dell’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso?

È tre giorni che la gentilezza, la cordialità, la cura e l’attenzione di don Cristiano Bettega si spendono nella gratuità di una fraternità presbiterale che auguro a tutti i confratelli presbiteri e vescovi del mondo. Fraternità che si allarga alle laiche e ai laici degli Uffici nel salutare chi all’UNEDI ha vissuto cinque anni del suo ministero e nell’accogliere chi lo succede. Genera gioia vedere come questo luogo sia abitato da una umanità che non è scontata, condizione previa fondamentale per affrontare ciò che la vita ci farà conoscere e ci chiederà.

Grazie di cuore don Cristiano per come hai servito la Chiesa in questi anni come Direttore dell’UNEDI, soprattutto per ciò che sei! Lo dico da presbitero impegnato per una pastorale ecumenica e dialogica e come studente/dottorando!

Grazie perchè in queste ore mi hai messo nelle condizioni migliori per accedere ad un Ufficio che custodisce la storia dell’ecumenismo italiano e del dialogo, e al quale è e sarà chiesto, sempre più, di lasciarsi interrogare/toccare dai segni dei tempi che la storia di oggi rivela con forza straordinaria e dirompente. Questi segni chiedono un ascolto interiore, profondo ed attento, non possiamo ignorarli, sull’esempio e sull’insegnamento dei padri e delle madri dell’ecumenismo e del dialogo, con il loro coraggio e le loro scelte pionieristiche. Tutto questo mi commuove interiormente.

Non vi nascondo l’emozione che nasce dal fatto che ciò che ho studiato e sto studiando non è solo carta e inchiostro, ma anzitutto vita, cioè persone, occhi, cuore, intelligenza e volontà che possono diventare pensieri, idee che si trasformano in progetti e programmi che richiedono la disciplina dell’ascolto che si fa dialogo dialogico, cioè capace di sentire quello che l’altro sente e per come l’altro si sente: se non è così non è ascolto autentico, quello cioè capace di creare le condizioni di possibilità per un incontro promettente.

Uno dei regali che don Cristiano mi ha fatto, è la consegna del computer della Direzione UNEDI, nel quale sono appuntate le tracce e i percorsi di una azione/pastorale ecumenica ed interreligiosa intensa, che in questi anni lui ha fatto crescere e promosso.

Ci sono verbali di incontri e i nomi di donne e uomini con i quali lui ha costruito relazioni importanti: è da qui che io inizio. Che dono!

Non inizio da zero, quindi, ma da una storia che mi ha preceduto (cfr. Lettera agli Ebrei 11 e 12). Che gioia! Gaudete et exsultate!

In questi prossimi mesi sono certo di poter gustare e sentire i gemiti (Rm 8) della comunione ecumenica e del dialogo interreligioso che non fanno sconti, ma esigono percorsi belli e complessi, promettenti ed ardui.

La storia ecumenica ed interreligiosa che ci precede, ci sprona ad obbedire ciò che lo Spirito dice (Ap 1,11), proprio così come il Concilio Vaticano II ha profeticamente annunciato/sollecitato per l’aggiornamento della Chiesa e che ha trovato nell’Unitatis Redintegratio e nella Nostra Aetate punti di non ritorno che chiedono attuazione e sviluppo, ma soprattutto ci richiamano alla vocazione che abbiamo ricevuto.

Che ci fa un parroco di Milano-dottorando dell’ISE  nell’Ufficio Nazionale dell’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso?
Trovo geniale ciò che lo Spirito mi sta chiedendo. Infatti è una chiamata a vivere questo servizio con l’umiltà dello studente e del ricercatore, cioè l’essere discepolo: unica condizione possibile che ci è data per servire autenticamente e secondo Verità nel Suo Nome.

Allora ... a presto!

E pregate per me: che sia umile e servo dell’UNO.
don Giuliano Savina"

 

Orari Segreteria

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Martedì 9.00 - 12.00 15.00 - 17.30
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Giovedì 9.00 - 12.00 15.00 - 17.30
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Per informazione scrivere alla mail: segreteria@isevenezia.it

Biblioteca San Francesco della Vigna

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Le biblioteca del convento, le cui origini risalgono al XIII secolo, dopo varie vicissitudini storiche è ora biblioteca provinciale e di supporto all'Istituto di Studi Ecumenici. L'attuale patrimonio librario della biblioteca consiste di un fondo antico composto di circa 30.000 volumi e di un fondo moderno di circa 80.000 opere. A tale patrimonio librario va aggiunta la sezione delle riviste che conta 665 testate (363 correnti e 302 cessate).