«La nozione di “riforma” e il presente come “tempo di riforma”»

 

Il 23 febbraio presso la sede dell’Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino” – Venezia, si è tenuto il terzo evento organizzato in collaborazione con la Facoltà Teologica di Padova per il progetto "A 500 anni dalla Riforma protestante. Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente": una giornata di studio sulla nozione di "riforma" e sul presente come "tempo di riforma".

L’intento della giornata era quello di fare il punto su ciò che l’idea di “riforma” significa per il cristianesimo e per interrogarsi sul modo in cui le chiese sono chiamate a svolgere la loro missione principale: annunciare il Vangelo, nel tempo presente. In particolare, si è posta la domanda se la nozione di riforma appartiene ad alcune epoche particolari della storia del cristianesimo o se la riforma può essere pensata come dimensione permanente della chiesa, da vivere in ogni tempo in maniera diversa, in base a ciò che l’annuncio del Vangelo richiede.

Il primo intervento della giornata di studio è stato affidato al Prof. Lauster, docente ordinario della Facoltà di Teologia dell’Università di Monaco. Egli sostiene che "la Riforma non è un evento, è un atteggiamento, un atteggiamento aperto alle varie manifestazioni dello Spirito nella Chiesa, nella storia umana, nella cultura e nella natura, un atteggiamento che vive da un coraggio instancabile e una fiducia profonda che Dio stesso guida e accompagna la nostra storia”. Nel suo intervento evidenzia che questo cinquecentesimo anniversario dà la possibilità di riflettere sul significato della Riforma per tutta la cristianità. Grazie alla diversità confessionale, possiamo vedere come in uno specchio quello che può arricchirci per essere sempre più autentici cristiani. A conclusione il Prof. Lauster afferma che “la protesta eterna della Riforma” ci ricorda che “col compito di presentare il divino nel mondo e di vivere secondo questa certezza, il cristianesimo può mai arrivare alla fine durante la storia. Il cristianesimo è più della nostra storia. È per questo che la Riforma è di tutti”.

La seconda relazione è stata affidata al Prof. Battocchio, vice Preside della Facoltà Teologica del Triveneto. In essa egli ha proposto “una riflessione di carattere storico-teologico e teologico-pastorale” sulla riforma nella Chiesa osservando che nel tempo “sono troppi i significati assunti dal termine ‘riforma’, in contesti molto diversi, per assumerla come criterio universale per la comprensione della vita della Chiesa”. Parlando di “Ecclesia semper reformanda” e dell’incompiutezza di “ogni azione ecclesiale, anche quella orientata alla riforma”, il Professore ha affermato che “nella Chiesa cattolica non sono ancora state messe in atto quelle trasformazioni che il Vaticano II aveva indicato come necessarie per rendere possibile oggi ... la sua missione evangelizzatrice”. Egli sostiene anche che “vivere l’esperienza ecclesiale accettando di essere ‘in stato di riforma’ chiede la disponibilità a lasciarsi coinvolgere in una ‘riforma del pensiero’ non diversa da quella auspicata, ad esempio, da Edgar Morin”. La riforma ecclesiale non può e non deve essere fatta passare come prerogativa di Papa Francesco, né può essere fatta dipendere solo da lui, ha continuato il sacerdote, evidenziando che “ogni discorso sulla riforma delle istituzioni e delle dottrine deve fare i conti con una obiezione ricorrente: la riforma è prima di tutto una questione spirituale e personale”.

Al termine degli interventi è seguito un interessante dibattito tra gli ascoltatori e i due relatori, dove è emerso il desiderio di un ecumenismo concreto che porti ad un incontro vero tra le diverse confessioni. 

 

 

Orari Segreteria

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Per informazioni scrivere alla mail: segreteria@isevenezia.it

 

Biblioteca San Francesco della Vigna

Biblioteca San Francesco della Vigna

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