"Ci sono ragioni filosofiche, antropologiche e perfino psicologiche circa il primato della narrazione.
Oltre a queste, il testo intende affrontare anche le ragioni teologiche del racconto narrativo in forza della considerazione che “il cristianesimo, in prima istanza, non è una comunità che argomenta e interpreta, bensì una comunità che narra” (Metz). Perché senza la narrazione la teologia, ma anche la stessa fede, si riduce a fissa formula dottrinale, forse formalmente corretta, ma incapace di mobilitare la coscienza individuale e collettiva alla sequela di Gesù. Argomenti per l’ecumenismo che verrà: Dio si è rivelato narrandosi e le Chiese sono consapevoli che quello che è indeducibile può essere solo narrato. Non solo testi di convergenza e neppure solo di consenso. Le Chiese sono chiamate, attraverso i loro testi, a dire la comune confessione di fede che si può esprimere, in ultima istanza, solo in termini narrativi. Per un ecumenismo narrativo, opera postuma di Placido Sgroi, si propone di provare a percorrere strade sempre nuove, senza che si rechi pregiudizio ai futuri impulsi dello Spirito Santo (UR 24)" (Quarta di copertina).
Il Quaderno n. 37 della Rivista di Studi Ecumenici con il testo postumo del nostro professore Placido Sgroi, Verso un ecumenismo narrativo, è disponibile. Quanti fossero interessati ad averlo possono scrivere una mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Costo, spese di spedizione in Italia comprese, 15 €.


