La giornata di studio promossa dall’ISE il 22 novembre 2018 sul tema «Cercare la verità nella carità. Il cardinale Augustin Bea (1881-1968) e il cammino ecumenico»,
è stata indetta, in occasione del 50° anniversario della sua morte, per mantenere viva la memoria di questo gesuita che con gioia consentì al cammino ecumenico di fare passi avanti, come rilevato dal moderatore prof. Riccardo Burigana del Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia. A riflettere sul percorso ecumenico compiuto dal cardinale nel decennio precedente il Vaticano II, è intervenuta la prof.ssa Saretta Marotta della Facoltà cattolica di Leuven la quale ha ne messo in luce il passaggio da una prima posizione vicina all’uniatismo tradizionale alla successiva svolta ecumenica, avvenuta sin dalla fase preparatoria, che ebbe l’effetto di trainare consensi. Il prof. Stefano Cavalli, preside dell’ISE, riandando alle radici dell’ecumenismo, si è soffermato sull’esperienza del cardinale come biblista, sulla rilevanza da lui data alla Sacra Scrittura, nella sua unità, come tesoro comune di tutti i cristiani, luogo imprescindibile per il dialogo e la collaborazione tra fratelli separati, e di conseguenza sull’importanza dell’educazione spirituale, della formazione e della testimonianza.


