Principi ecumenici nella Sacrosantum Concilium
Con una suggestiva tesi che coniuga ecumenismo e liturgia, lo studente don Pietro Ventura, sacerdote della diocesi di Sassari, martedì 28 settembre 2021 ha sostenuto l’esame di Licenza con il quale ha concluso il suo percorso di formazione ecumenica presso l’ISE di Venezia.
Il titolo “Quidquid ad unionem omnium in Christum credentium conferre potest, fovere” (SC 1), preso dal proemio del documento conciliare, sottolinea l’impegno dei Padri conciliari a promuovere tutto ciò che può favorire l’unione dei credenti in Cristo, e la liturgia ne risulta essere un ambito privilegiato.
Nella sua ricerca lo studente sottolinea, infatti, come la stessa liturgia ponendo al centro il mistero pasquale di Cristo ha in sé una forte valenza ecumenica. Ma arriva anche ad individuare nel documento del Concilio alcune caratteristiche dalla forte portata ecumenica, che sono: la riforma liturgica come via per riformare la Chiesa tutta; la natura stessa dell’azione liturgica, in quanto come azione del popolo di Dio; la centralità della Sacra Scrittura nella liturgia, che sottolinea il legame tra la Parola di Dio e la Chiesa; l’uso della lingua volgare e la semplicità dei riti; la riscoperta del mistero di Cristo come memoriale; la partecipazione attiva, consapevole e fruttuosa di tutti i fedeli; l’importanza del canto liturgico e la sua forza unitiva.


