Pastorale ecumenica - corso ONLINE

In occasione dei 60 anni della promulgazione del Decreto sull’Ecumenismo Unitatis redintegratio del Concilio Vaticano II, l’Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino” presenta un corso online gratuito di pastorale ecumenica dedicato a questo importante documento.
A partire da giovedì 7 novembre, a scadenza settimanale, si terranno quattro incontri a due voci nei quali dopo una presentazione e rilettura attuale dei contenuti più rilevanti del documento, verranno indicate alcune traiettorie di dialogo per il nostro tempo, a conferma della portata profetica di questo testo.
Il corso vuole essere un’occasione di aggiornamento e di formazione personale ed ecclesiale rivolta ai delegati diocesani e regionali per l’ecumenismo e il dialogo, ai membri delle relative commissioni e a quanti si dedicano con passione alla pastorale ecumenica e lavorano per l’unità dei cristiani.
L’evento sarà registrato e reso disponibile sul nostro sito.
Per partecipare richiedere il link entro il 5 novembre scrivendo alla segreteria dell'Istituto di Studi Ecumenici (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
PROGRAMMA (Scarica la locandina in formato PDF)
7 NOVEMBRE | 18.30 - 20.00 | REGISTRAZIONE VIDEO
Un evento di dialogo, un testo di dialogo
• Luca Ferracci - Università di Modena e Reggio Emilia
• Simone Morandini - ISE “San Bernardino”
14 NOVEMBRE | 18.30 - 20.00 | REGISTRAZIONE VIDEO
Parole per il dialogo, pratiche di dialogo
• Raniero Lorenzo - ISE “San Bernardino”
• Guido Dotti - Comunità monastica di Bose
21 NOVEMBRE | 18.30 - 20.00 | REGISTRAZIONE VIDEO
Lo sguardo ad Oriente
• Natalino Valentini - ISE “San Bernardino”
• Dionysios Papavasileiou - Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
28 NOVEMBRE | 18.30 - 20.00 | REGISTRAZIONE VIDEO
La parola della Riforma
• Cristiano Bettega - ISE “San Bernardino”
• Ilenya Goss - Facoltà Valdese di Teologia
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Un evento di dialogo, un testo di dialogo – 1° incontro
Con il prof. Luca Ferracci, storico della chiesa, dell’Università di Modena e di Reggio Emilia e con il prof. Simone Morandini, vicepreside dell’ISE e docente di Principi del dialogo ecumenico e di Teologia della creazione.
Con il saluto di don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della CEI (UNEDI), si è aperto il corso online dal titolo: Unitatis redintegratio: 60 anni per un futuro ecumenico. Il direttore ha sottolineato l’importanza della formazione ecumenica e della necessità di prendersi del tempo per approfondire i testi fondamentali su cui poggia l’impegno ecumenico della Chiesa.
Il prof. Ferracci ha offerto un’ampia e particolareggiata ricostruzione storica degli eventi che hanno preparato e portato a termine la stesura del testo finale di Unitatis redintegratio segnalando passaggi e momenti difficili vissuti dai padri conciliari prima della votazione finale del documento.
A presentare il proemio e il ricco primo capitolo del decreto conciliare è intervenuto, poi, il prof. Morandini sottolineando che non siamo solo di fronte a un semplice testo, ma ad un vero e proprio atto di apertura di una lunga stagione in cui la Chiesa cattolica si è messa profondamente in gioco nel confronto che le alterità confessionali per costruire insieme percorsi di unità. Il chiaro riferimento trinitario ed eucaristico con cui si apre il primo capitolo di Unitatis redintegratiotestimonia il saldo fondamento teologico su cui fondare l’esercizio dell’ecumenismo della Chiesa cattolica. Ha concluso il suo intervento ricordando come il prossimo anniversario del Concilio di Nicea costituisca un appello a rinnovare la professione comune di fede tra tutte le chiese cristiane, e come anche la revisione della Charta Oecumenica prevista per il 2025 diventi a sua volta la testimonianza delle potenzialità ecumeniche contenute nello stesso documento conciliare.
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Parole per il dialogo, pratiche di dialogo – 2° incontro
Con il prof. Raniero Lorenzo, preside dell’ISE e docente di Ermeneutica ed etica ecumenica e fratel Guido Dotti, monaco della Comunità ecumenica di Bose.
Il capitolo dedicato all’esercizio dell’ecumenismo è stato l’oggetto del secondo incontro del corso sui 60 anni di Unitatis redintegratio. Il prof. Raniero Lorenzo ha messo in evidenza tre principi ermeneutici che, all’interno del capitolo secondo del documento, sono di particolare importanza per la prassi ecumenica: il processo di riforma della Chiesa, tema caro al mondo protestante, ma di fondamentale importanza per ogni chiesa che voglia entrare in dialogo in atteggiamento di conversione; il formidabile strumento metodologico e concettuale della distinzione tra il depositum fidei e le sue espressioni (UR, 6), necessario per un corretto discernimento dottrinale nei dialoghi tra le chiese; il principio della dottrina della gerarchia delle verità, secondo il quale nella dottrina cattolica le verità a cui credere hanno un nesso diverso con il fondamento della fede cristiana.
Fratel Guido Dotti ha cercato, poi, di indicare traiettorie pratiche di dialogo che si sono aperte dopo Unitatis redintegratioe quelle che ancora ci aspettano in futuro. In particolare la distinzione tra il depositum fidei e le sue forme di espressione si può riscontrare nell’ultimo documento del Dicastero per l’unità dei cristiani “Il Vescovo di Roma” che invita riflettere come il principio del primato petrino si sia declinato in forme diverse lungo la storia e come anche oggi debba essere ripensato per il nostro tempo. Inoltre, l’anniversario di Nicea del 2025 testimonia come il principio della gerarchia delle verità stia trovando un momento privilegiato, visto che le chiese ritornano tutte insieme al primo Concilio ecumenico che ha fissato le verità fondamentali della fede cristiana. Infine, la via della riforma e del rinnovamento della Chiesa è indicata da alcune esperienze già in atto in ambito cattolico, e che vengono indicate dal Concilio come vie promettenti per lo sviluppo futuro dell’ecumenismo: il ritorno della centralità della Bibbia; il rinnovamento della liturgia che si è arricchita anche grazie al confronto con le altre chiese cristiane; il ripensamento della catechesi, maggiormente fedele ai contenuti del Vangelo; la missionarietà riconosciuta a tutti i laici in forza del loro battesimo (cfr. UR 6b).
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Uno sguardo ad Oriente – 3° incontro
Con il prof. Natalino Valentini, docente all’ISE di Venezia e S. E. Mons Dionysios Papavasileiou, del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli è stato preso in esame la prima parte del terzo capitolo del Decreto sull’ecumenismo, dedicata al rapporto della Chiesa cattolica con le Chiese orientali, con chiaro riferimento alle Chiese ortodosse.
Il prof. Valentini ha richiamato gli elementi di carattere teologico e spirituale contenuti in questa parte del documento (UR, 14-18) che aprono ad una fase di dialogo e di speranza per un progressivo riavvicinamento e una ritrovata fraternità con i cristiani ortodossi. In poche righe, i padri del Concilio colgono alcuni dei tratti caratteristici della teologia e spiritualità ortodossa: il suo radicamento biblico, la vita liturgica e la spiritualità mistica. Una teologia basata sui due pilastri della divinizzazione (la divina umanità) e la trasfigurazione, dove dogma e vita si uniscono costantemente.
Mons. D. Papavasileiou attraverso una panoramica storica ha messo in evidenza i passi fatti tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse: dalla sospensione delle scomuniche all’indomani del Concilio Vaticano II (1965), fino ai più recenti documenti di dialogo tra le due chiese che hanno avuto il coraggio di confrontarsi su questioni ancora ancora divisive, come quella del primato petrino all’interno di tutta la chiesa cristiana. La stessa riflessione sulla sinodalità, attualmente in corso nella Chiesa cattolica, viene letta come un frutto dell’apertura introdotta da Unitatis redintegratio e la riscoperta della ricchezza delle chiese orientali. I risultati del dialogo teologico, tuttavia, hanno bisogno di essere recepiti dal popolo di Dio, se vogliamo che l’ecumenismo diventi una prassi diffusa nelle nostre comunità cristiane.
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La parola della Riforma – 4° incontro
Conclude il percorso sui 60 anni di Unitatis redintegratio la presentazione della seconda parte del terzo capitolo del documento conciliare, dedicata alle Chiese della Riforma. Il quarto incontro intitolato “La parola della Riforma” è stato tenuto da don Cristiano Bettega, docente di ecclesiologia all’ISE di Venezia e delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Trento e dalla pastora valdese Ilenya Goss, attualmente in servizio pastorale a Mantova e Felonica.
Il prof. Bettega ha fatto notare come le divergenze con le Chiese della Riforma riguardano soprattutto l’interpretazione della verità rivelata. Questo aspetto, ha aggiunto, risulta di particolare interesse poiché invita a mantenere saldo il punto di partenza fondamentale della fede che è uguale per tutti e obbliga ciascuno a rivedere il proprio modo di interpretarlo. Ciò costituisce un presupposto importante per il dialogo e un invito per tutte le Chiese a intraprendere un cammino di riforma al proprio interno.
La pastora Ilenya Goss ha offerto il suo punto di vista protestante sul Decreto a partire dal n. 22 in cui si tratta della vita sacramentale. Nel testo si nota subito la fatica del discorso che è meno scorrevole di alte parti ed emerge il problema di un riconoscimento alla pari degli interlocutori del dialogo. Le questioni messe sul tappeto tra Chiesa cattolica e protestantesimo (la dottrina sulla chiesa, sulla grazia, sul ministero e i sacramenti) domandano di affrontare con più radicalità il discorso ecumenico nel quale il dialogo tra le parti è possibile solo se ci si riconosce pienamente come Chiese.


