La spiritualità universale di D. Stăniloae.

 

Un seminario di studio sul patrimonio spirituale, teologico ed ecumenico di san Dumitru Stăniloae (1903-1993) beatificato recentemente dal Santo Sinodo della Chiesa Rumena, ha caratterizzato il pomeriggio di giovedì 25 settembre all’ISE.

Una figura quasi sconosciuta in Italia, ma annoverato tra i maggiori teologi ortodossi del secondo millennio, considerato da molti come il cantore della Santa Trinità e della spiritualità filocalica, nonché uno dei maggiori ecumenisti del XX secolo.

A presentare questo santo teologo sono intervenuti la dott.ssa Anca Mariana Nechita, ricercatrice storica e collaboratrice con la Facoltà Teologica Ortodossa di Arad (Romania) e il prof. Daniele Cogoni, sacerdote e docente di teologia dommatica all’Istituto Teologico Marchigiano e alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, impegnato da circa 30 anni nella promozione dell’ecumenismo spirituale e del dialogo teologico-ecumenico a livello nazionale e internazionale.

La relazione tenuta dalla dott.ssa Anca Nechita ha offerto un tracciato biografico molto puntuale di san Dumitru Stăniloae in chiave specificatamente ecumenica, evidenziando come i valori dell’amicizia e della fiducia siano posti da lui come condizioni per la coesistenza pacifica tra i popoli e per l’instaurarsi di una sana pedagogia cristiana. L’impegno ecumenico di questo grande teologo si concretizzò in particolare nella sua partecipazione al neonato Consiglio Ecumenico delle Chiese a Ginevra e ad alcune assemblee mondiali di Fede e Costituzione, in particolare quella del 1963 a Montréal, dove Stăniloae diede il suo specifico contributo sul tema della Tradizione. Ha ricordato infine la dottoressa come fu lui il primo commentatore non cattolico dei documenti del Concilio Vaticano II, in particolare Unitatis redintegratio, e come coltivò una particolare amicizia con teologi cattolici e protestanti del calibro di Y. Congar, Th. Spidlik, J. Moltmann, A. M. Ritter e molti altri.

Un’attenzione più specifica ai contenuti della sua teologia è stata data dall’intervento del prof. Daniele Cogoni. Due gli orientamenti di fondo del suo pensiero teologico: restituire dignità al popolo rumeno soprattutto con la traduzione e commento della filocalia greca che ha messo nelle mani dei cristiani del suo tempo vessati dal regime comunista; l’impegno e il contributo della sua riflessione sul tema dell’amicizia con Cristo per la crescita della relazione tra i popoli. Il prof. Cogoni ha ricordato anche che la struttura teologico-spirituale del pensiero di Stăniloae si basa in fondo sulla continua ricerca di una spiritualità onnicomprensiva che cerca di ridurre ogni autentica espressione dell’esistenza umana e cristiana all’essenziale del messaggio evangelico dell’amore e della comunione.

La giornata è stata arricchita dalla presenza di padre Georghe Verzea, parroco della Chiesa ortodossa rumena di Padova e decano del Triveneto, che ha portato i saluti di S. E. Siluan Șpan, vescovo della Diocesi ortodossa rumena d’Italia e che ha vivamente ringraziato l’ISE per aver dedicato un pomeriggio di studio a questa grande figura di teologo santo, così centrale per la spiritualità e la fede dei cristiani ortodossi di Romania.

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Biblioteca San Francesco della Vigna

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