Francesco d’Assisi (1226-2026), uomo di dialogo e di speranza

L’occasione dell’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi ha ispirato il tema della Prolusione al nuovo anno accademico 2025-2026 Francesco d’Assisi (1226-2026), uomo di dialogo e disperanza, tenuta con grande incisività dal Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, fr. Massimo Fusarelli che ci ha onorati della sua presenza.
Molti i temi affrontati dal relatore, che ci hanno aiutato a riscoprire l’attualità profetica del Poverello d’Assisi come uomo di dialogo e di speranza, in un tempo segnato da divisioni ancora aperte, da conflitti che lacerano l’umanità e da una crisi ecologica senza precedenti.
Anzitutto il punto di partenza, il momento fondativo della vocazione francescana: l’incontro carnale, concreto, sconvolgente di Francesco con il lebbroso e la sua convivenza con questi esclusi. Esso costituisce il paradigma di ogni autentica relazione e di ogni autentico dialogo poiché è l’accettazione di lasciarsi trasformare dall’incontro con l’altro, specialmente con l’escluso.
Il Min. Generale ci ha ricordato che nella spiritualità di Francesco d’Assisi il dialogo è anzitutto un’azione trinitaria: il Padre che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice vive, regna ed è glorificato (FF 233), ossia il Padre che si dona totalmente nel Figlio, e il Figlio che risponde nell’amore dello Spirito. Se Dio stesso è dialogo, allora il dialogo non è una semplice strategia pastorale o un metodo comunicativo, ma partecipazione alla vita stessa di Dio. L’ecumenismo, da questa prospettiva, diventa così espressione dell’azione trinitaria che performa la Chiesa.
Ha ribadito inoltre che la povertà è la condizione di possibilità del dialogo autentico. Francesco ha incarnato la logica evangelica della minorità e della povertà come stile di dialogo: la povertà del minore cristiano è quella per il quale egli vive spogliato di ogni pretesa di dominio, anche nei confronti della verità, e dialoga come mendicante di essa, scorgendola non come matrigna che uccide ma come madre che dà vita.
La scelta di Francesco di vivere inter minores, tra gli ultimi, è sostanzialmente una scelta ecclesiologica ed escatologica. Farsi minore significa rinunciare ad ogni forma di dominio, significa assumere il punto di vista degli ultimi come ermeneutica della realtà. Questa prospettiva è profondamente intrisa di speranza perché inverte la logica del mondo: non sono i potenti che fanno la storia, ma i piccoli, i poveri, gli esclusi. Il Regno di Dio è annunciato nelle periferie del mondo.
Fr. Massimo Fusarelli ha concluso indicando alcune promettenti piste per un ecumenismo ispirato al santo di Assisi: la minorità come metodo ecumenico, contro pretese di superiorità e difese identitarie rigide che hanno appesantito il dialogo tra le Chiese; la fraternità universale come orizzonte, come base antropologia ed etica per il dialogo ecumenico e interreligioso; il primato del gesto concreto, oltre le parole, quale via eloquente della testimonianza comune nella carità per camminare verso la comunione; la preghiera comune come momento privilegiato per le varie Chiese cristiane che anticipa quell’unità piena che ancora cerchiamo nella storia; la formazione e l’innovazione teologica, capace di mantenere viva la paradosis del kerygma.
Otto secoli dopo il suo transito, Francesco d’Assisi continua ad interpellare la Chiesa e il mondo con la sua profezia di fraternità, di dialogo e speranza. La sua vita non è un esempio da ammirare con nostalgia, ma una chiamata da accogliere nel presente.
PROGRAMMA (Scarica la locandina in formato PDF) | REGISTRAZIONE VIDEO
modera
prof. Morandini Simone | vicepreside dell’Istituto di Studi Ecumenici
ore 15.30
Saluto del preside e relazione sulla vita dell’Istituto
prof. fr. Raniero Lorenzo | preside dell’Istituto di Studi Ecumenici
ore 16.00
Francesco d’Assisi (1226-2026), uomo di dialogo e di speranza
M. Rev. P. Massimo Fusarelli | Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori - Roma
ore 17.30
conclusione


