Nella giornata del 15 giugno presso  il nostro Istituto di Studi ecumenici hanno discusso la tesi per il conseguimento del grado accademico di licenza i seguenti studenti:

 

Tunaj Pal: Il sangue dei Martiri è seme di unitá delle chiese

In questa dissertazione ci avventuriamo in una indagine del martirio come via di unità per le chiese così come viene proposto dalla Chiesa cattolica. Nei tre capitoli cercheremo di mostrare l’importanza e il significato del martirio in prospettiva di dialogo e di unità dei cristiani, partendo dal significato alle origini del cristianesimo e passando poi alla sua rilevanza per il nostro contesto odierno.

Nei primi secoli del cristianesimo, il martirio non era una fatto episodico, ma una realtà vitale. Per i primi cristiani come anche oggi è forte la consapevolezza secondo cui il battesimo, l’inserimento in Cristo porta ad imitarlo non solo spiritualmente, ma, quando richiesto dalle situazioni storiche, anche nella sua passione e morte. Il battesimo nell’acqua trova così il coronamento nel battessimo di sangue. Questa viene vista in funzione di questa imitazione di Cristo, come testimonianza sublime dell’amore verso Dio: “che tutti siano una cosa sola” (cfr Gv 17,21).

L’abbondante contributo dato al martirologio anche ecumenico è un segno inequivocabile di vitalità. Questo è il motivo della mia scelta, perché l’ecumenismo dei martiri come dice Giovanni Paolo II è il più convincente.

Ngoy Ilunga  Adrienne: Valorisation des différences comme richesse dans le dialogue œcuménique. cas des eglises chrétiennes en république démocratique du congo

Notre travail est divisé en trois chapitres. Le premier présentera les Églises chrétiennes en République Démocratique du Congo : éléments de ressemblance et de différence. En effet, dans ce chapitre nous essayerons de présenter les grandes lignes qui caractérisent chacune d’elle, sa structure et son organisation, sans entrer à fond dans leur histoire ou dans la doctrine et aussi les points communs et les différences.  Le deuxième chapitre portera sur la notion de l'unité dans la diversité selon la vision des auteurs œcuméniques modernes. Ici il sera question de brosser en gros la conception théologique de cette notion chez chacun de ces auteurs, catholiques et protestants. Dans le troisième chapitre, il sera question d’un exposé sur la valorisation des différences, dans le contexte œcuménique bien entendu, entre les Églises chrétiennes qui confessent et partagent la même foi en Jésus-Christ.

Pour y arriver, il sera d’abord question d’envisager la valorisation de ce qui est commun à toutes les Églises chrétiennes d’une part, et d’autre part préconiser la démarche de la valorisation des différences qui existent entre elles en demandant de respecter les préalables que nous proposerons comme condition sine qua non à la réussite du cheminement vers un œcuménisme authentique, tout cela en vue d’un futur plus œcuménique entre les Églises chrétiennes en République Démocratique du Congo.

Graziano Gavioli: La parrocchia come luogo ecumenico. Criticità e potenzialità

La ricerca presenta l'esperienza vissuta negli ultimi dieci anni della parrocchia di Sant'Agostino di Modena, nella quale si sta sperimentando l'elaborazione di un paradigma di pastorale ospitale, a partire dalla riflessione sui cambiamenti conseguenti al fenomeno migratorio, in costante aumento e sui bisogni emergenti da parte delle comunità cristiane di immigrati, sempre più numerose nel territorio cittadino e parrocchiale.

La scelta di porsi come presenza attiva sul territorio rispetto ai bisogni delle persone che vi si trovano, stabilmente o di passaggio, e dell'apertura ospitale verso tutti, coerente con le fonti bibliche e le indicazioni dei pastori, ha portato alla ridefinizione dei ruoli dei membri della comunità e delle modalità di attuazione delle iniziative pastorali; ha permesso, inoltre, di sostenere la valorizzazione delle diversità incontrate, attraverso una effettiva conoscenza reciproca e il coinvolgimento dei nuovi fedeli nelle responsabilità pastorali.

La pastorale ospitale si articola secondo una modalità primariamente narrativa di trasmissione della fede e in una particolare cura verso ogni forma di povertà e vulnerabilità umana, individuando nella pratica caritativa un luogo privilegiato di apertura ecumenica e di condivisione fraterna.

Tali scelte hanno favorito l'elaborazione di una rinnovata coscienza ecclesiale, connotata da un senso di appartenenza e da identità malleabili e disponibili al confronto, da uno stile comunitario ordinariamente missionario, che non evidenzia i propri confini e accoglie ogni persona senza preclusioni.

L'esperienza della parrocchia di Sant'Agostino, frutto di un reciproco arricchimento tra la riflessione teologica ecumenica e la pratica pastorale, ha rappresentato una possibile risposta, in sostituzione dei precedenti modelli di organizzazione della parrocchia, ad una situazione sociale segnata negli ultimi anni da profondi cambiamenti; intende proporsi come contributo per l'elaborazione di strategie pastorali e l'individuazione di paradigmi teologici sempre più adeguati alla missione odierna delle parrocchie cattoliche italiane.

Giuliano Savina: Formare la coscienza per affinare lo sguardo. A trent’anni della XXIV Sessione del SAE, l’urgenza permanente di una catechesi ecumenica

Lo scopo di questo studio è comprendere la ragione teologica della faticosa e complessa recezione della Traditio per la fondazione di una riforma della catechesi.

Il punto di partenza (Capitolo 1) è l’istanza critica che, nel tempo postconciliare, evidenzia la necessità e l’urgenza di reimpostare la formazione cristiana su una questione ermeneutica: l’aver dimenticato o, peggio, tradito, occultando e/o deviando pregiudizialmente, la recezione della poliedrica e multiforme risposta a Gesù come Cristo/Messia, che le chiese sub-apostoliche, ex circumcisione ed ex gentibus, hanno trasmesso alle generazioni future.

L’esercizio teologico ed ermeneutico (Capitolo 2) è quello di fare ritorno proprio là dove si nasce alla fede per riconoscere nella autorevole testimonianza neotestamentaria come Traditio e traditiones sono più vicine che mai nella dimensione più pura (nel senso di canonica): da una parte per cogliere la radice delle divisioni nell’unica Chiesa di Cristo e innescare un percorso di purificazione/riconciliazione; dall’altra, per riconoscere come tutto questo non è solo un dato culturale della storia del cristianesimo, ma un vero e proprio percorso di formazione della coscienza cristiana. La recezione colta come categoria chiave e declinata, poi, nelle sue diverse accezioni (ecclesiologica, ecumenica, interreligiosa, ermeneutica) evidenzia una linea assiale che permette di cogliere l’autointelligenza che la Chiesa ha di sé, sia nella sua dimensione ecumenica che interreligiosa.

(Capitolo 3) Nella fatica della recezione, cioè nella complessa ed articolata criticità del suo realizzarsi, riconosciamo uno strumentum: nel come la Traditio è trasmessa, anche nei conflitti, dalle traditiones cristiane, vi è un metodo pedagogico che la storia dogmatica ecumenica ci ha fatto e ci fa conoscere. Nel modo in cui lo Spirito parla alle chiese riconosciamo una pedagogia performativa che non solo istruisce alla fede (fides quae), ma l’accompagna (fides qua) coerentemente nel passaggio dal sospetto alla fiducia. L’unica Tradizione, infatti, richiede di essere interpretata con coerenza rispetto sia al suo carattere rivelatorio sia alla sua incarnazione storica. Questa pedagogia (che custodisce la fatica della recezione) è sicuramente un segno dei tempi poco conosciuto e riconosciuto, ma già scritto nelle Costituzioni, nei Decreti e nelle Dichiarazioni del Concilio Vaticano II, anche nei documenti delle chiese cristiane fin dall’inizio del movimento ecumenico e in quelli dei dialoghi bilaterali e multilaterali successivi al Concilio Vaticano II.

In questa stagione della Chiesa italiana in cui è in atto la riforma della catechesi, un passaggio obbligatorio sarà quello di interrogare i documenti magisteriali e i testi di catechesi,  su quanto della pedagogia, che la storia della dogmatica ecumenica ci fa conoscere, sia parte del programma sistematico di formazione per una fede cristiana professata-celebrata-vissuta in Spirito e Verità.

(Conclusione) Il percorso di studio che abbiamo sinteticamente indicato nei suoi punti essenziali, costituisce per noi la base per la fondazione di una riforma per la catechesi della chiesa cattolica, nel senso di rendere ecumenica un’attività tipicamente confessionale. Una riforma che educa il credente cristiano di oggi a rendere ragione della fede in un tempo segnato da una svolta che il Concilio Vaticano II ha profeticamente siglato con il superamento di una cattolicità confessionale delimitante.

 

Il Preside a nome dell’Istituto esprime ai candidati felicitazione per la meta raggiunta.

 

Orari Segreteria

Lunedì Chiusa  
Martedì 9.00 - 12.00 15.00 - 17.30
Mercoledì 9.00 - 12.00 15.00 - 17.30
Giovedì 9.00 - 12.00 15.00 - 17.30
Venerdì 9.00 - 12.00  Chiusa

Per informazioni scrivere alla mail: segreteria@isevenezia.it

 

Biblioteca San Francesco della Vigna

Biblioteca San Francesco della Vigna

Le biblioteca del convento, le cui origini risalgono al XIII secolo, dopo varie vicissitudini storiche è ora biblioteca provinciale e di supporto all'Istituto di Studi Ecumenici. L'attuale patrimonio librario della biblioteca consiste di un fondo antico composto di circa 30.000 volumi e di un fondo moderno di circa 80.000 opere. A tale patrimonio librario va aggiunta la sezione delle riviste che conta 665 testate (363 correnti e 302 cessate).