(Sal 85,11)
Per una fraternità riconciliata

L’ispirazione: la storia e il carisma
Il progetto di ricerca “Giustizia e pace si baceranno” ha un duplice punto di partenza: anzitutto l’appello che ci fa la storia con le drammatiche vicende di conflitto che stiamo vivendo e la domanda che nasce a partire dal nostro carisma francescano.

La storia, innanzitutto: è nella identità stessa della teologia di scrutare e interpretare il reale in lumine fidei, alla luce della rivelazione; esplorare il presente oltre l’autoreferenzialità e rispondere ai segni dei tempi secondo la logica del Vangelo. Papa Francesco, nella costituzione apostolica Veritatis gaudium scrive che “occorre partire dal Vangelo della misericordia, dall’annuncio fatto da Gesù stesso e dai contesti originari dell’evangelizzazione […] È necessaria perciò una seria assunzione della storia in seno alla teologia, come spazio aperto all’incontro con il Signore […] È necessaria la libertà teologica. Senza la possibilità di sperimentare strade nuove non si crea nulla di nuovo, e non si lascia spazio alla novità dello Spirito del Risorto” [1].

Questo ci suggerisce uno straordinario spazio di responsabilità operativa e creativa, per cui non vi è più nessun pretesto per giustificare un immobilismo ripetitivo. In questa assunzione del tempo e dello spazio è implicita una seria presa in carico dei mondi vitali e delle condizioni di vita degli uomini e delle donne, in una teologia contestuale e in un ascolto non distratto delle domande rilevanti e urgenti.

Inoltre, siamo interpellati anche come frati minori, seguaci di Francesco d’Assisi che ha posto nella fraternità il fondamento del suo Ordine. Se dunque la fraternità è il segno distintivo del francescanesimo, se il saluto della pace è rivelazione che Francesco riceve da Dio affinché ne faccia uno stile di vita necessario per andare per il mondo, cosa possiamo dire noi francescani di fronte all’evento della guerra e alla legittimazione della violenza che mette a rischio la vita di tutto pianeta? Non possiamo più pensare, parlare e operare senza interrogarci da francescani su questo segno dei tempi, che esige discernimento evangelico. Alla vigilia dell’ottavo centenario della stesura e approvazione della regola (1221-2021), non possiamo più limitarci a proclamare la fraternità ivi annunciata, a studiarne magari le fonti e a riflettere sui suoi sviluppi, senza provare ad agire nel suo nome.

Per schierarci dalla parte della fraternità evangelica e non cadere vittime dello schieramento trasversale della violenza, non solo di questa guerra, ma di tutte quelle diffuse nel mondo, è necessario che i centri di studio dell’Ordine diventino luogo di convocazione di competenze indispensabili per una lettura profonda e condivisa della realtà. Si tratta di allestire luoghi di apprendimento per disporci ad una adeguata diaconia sociale che giunga a trasformare l’ideale della fraternità in prassi. È l’occasione per unire pensiero e azione, a partire dall’ascolto di testimoni che hanno attraversato i conflitti e praticato vie di riconciliazione e di pace.

La Pontificia Università Antonianum, assieme all’Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino” di Venezia, si è impegnata, dunque, ad animare una riflessione costruendo un progetto di riflessione e di ricerca che arrivi a proporre piste concrete di azione a favore della riconciliazione e della pace.

Questo progetto è stato presentato al Ministro Generale e al suo Definitorio che ne ha dato l’approvazione e sostenuto la realizzazione con la lettera del settembre 2022 (Prot. 111573) invitando i suddetti centri di studio a una sapiente lettura dei segni dei tempi per un rinnovamento del pensare e agire la fede nella storia di oggi, così complessa ma nello stesso tempo ricca di spazi per una rinnovata accoglienza della parola di Dio.

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[1] Intervento del Santo Padre Francesco all’incontro sul tema, La teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo, promosso dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Napoli 21 giungo 2019.


Le tappe e lo sviluppo del progetto
Dopo l’istituzione di un comitato scientifico formato dal Decano della Facoltà di Teologia, dal Preside dell’Istituto di Studi Ecumenici, da un professore del medesimo Istituto e da rappresentanti di altre facoltà, è stato predisposto il percorso da fare nei suoi contenuti e nella tempistica. In comunione con il cammino sinodale in atto nella chiesa universale, il progetto ha avuto il suo inizio con un momento di ascolto necessario per una riflessione adeguata su quanto stiamo vivendo.

In occasione della Festa dell’Università e del Gran Cancelliere (Roma, 16-17 gennaio 2023), la Pontificia Università Antonianum ha dato vita alla prima tappa del progetto organizzando un momento prolungato di ascolto, di riflessione e convocazione di competenze, ponendo l’accento su questioni geopolitiche e socio-culturali a livello globale. Sono stati ascoltati testimoni di riconciliazione e di pace da varie parti del pianeta attraversate da guerre e conflitti: dall’America Latina (Colombia), dall’Africa (Ruanda, Congo), fino al Medio Oriente, rappresentanti di organismi di pace laici ed ecclesiastici che presenteranno la loro esperienza personale e comunitaria raccontando nuove vie di pace. In questo modo si è voluto sperimentare un’esperienza sinodale che pone al centro l’ascolto di competenze e prassi “altre” per favorire un progresso nella comprensione e nell’apprendimento dell’attuale conflitto russo-ucraino. A completare questo primo momento vi è stato l’apporto di due esperti: sign. Mario Agostinelli, Presidente dell’Associazione Laudato si’ – Un’alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale, specialista di geopolitica e di disarmo; il prof.  Daniele De Luca, docente di Scienze politiche e relazioni internazionali, presso l’Università del Salento, esperto di risorse energetiche ed ecologia.

   

A partire da questo primo momento, sono seguite due giornate di studio nelle sedi di Roma e Venezia, ciascuna con la sua specificità: Roma, per quanto riguarda la questione di una rinnovata teologia della pace e Venezia intorno alle sfide di una teologia pubblica ecumenica di fronte al problema della pace. Pertanto, le successive due tappe del progetto si sono sviluppate in questi appuntamenti:

  • il seminario di studio del 18 aprile 2023 a Roma, per la quale sono stati costituiti quattro gruppi di lavoro, rispondenti ad alcuni ambiti tematici: Teologia Fondamentale, Teologia Spirituale, S. Scrittura e Francescanesimo. In questa sede i professori di ciascuna disciplina teologica, assieme ad alcuni dell’Istituto di Venezia, hanno affrontato il tema in questione prendendo come riferimento il Dizionario della paceedito dalle Dehoniane nel 1997 e sviluppando una nuova prospettiva teologica sulla pace che oggi, rispetto agli anni Novanta, è notevolmente cambiata;
  • la giornata di studio del 13 maggio 2023 a Venezia, durante la quale i professori componenti il gruppo di ricerca di Teologia Pubblica Ecumenica, assieme a una rappresentanza dei docenti della sede romana, hanno riflettuto sulla pace a partire da due relazioni introduttive: La profezia della pace: il suo contributo al dibattito pubblico. Ecumenismo come scuola di pace.

Ciascun gruppo ha offerto importanti contributi per un aggiornamento dell’impostazione formale e contenutistica della teologia della pace, tenendo conto del contesto odierno, fortemente differenziato rispetto a quello del recente passato.

Il percorso è culminato nella stesura di un manifesto, intitolato Per una nuova teologia della pace. Manifesto per un nuovo lessico teologico, il cui testo è stato approntato nel giugno 2023 e pubblicato e distribuito dopo l’estate.

• MANIFESTO: "Per una fraternità riconciliata" (scarica in PDF)

Il manifesto, o meglio di “pedi”- festo, quale prodotto di questa ricerca congiunta, è stato offerto al Progetto Oikos Mediterraneo a cui partecipa l’Ufficio Giustizia Pace Integrità del Creato dei Frati Minori d’Italia e Albania, per informare prassi di riconciliazione per dar vita a cammini per una nuova cultura sociale, politica e una nuova antropologia.
 

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• PROGRAMMA del 16-17 gennaio 2023 (scarica la locandina in PDF)

• LIBRETTO DEL PROGETTO (scarica il libretto in PDF)

• REGISTRAZIONE VIDEO (collegamento al canale YouTube della Pontificia Università Antonianum di Roma)

 

 

Orari Segreteria

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Biblioteca San Francesco della Vigna

Biblioteca San Francesco della Vigna

Le biblioteca del convento, le cui origini risalgono al XIII secolo, dopo varie vicissitudini storiche è ora biblioteca provinciale e di supporto all'Istituto di Studi Ecumenici. L'attuale patrimonio librario della biblioteca consiste di un fondo antico composto di circa 30.000 volumi e di un fondo moderno di circa 80.000 opere. A tale patrimonio librario va aggiunta la sezione delle riviste che conta 665 testate (363 correnti e 302 cessate).